GAL Terre dell’Etna e dell’Alcantara

Analisi delle esigenze di sviluppo e delle potenzialità del territorio

Analisi dei settori economici

Settore primario

In Sicilia il settore primario, costituito dall’agricoltura, silvicoltura e pesca fa registrare un valore aggiunto pari a 3.118 milioni di euro ed al 4,3% del totale del valore aggiunto regionale.

La dinamica temporale rispetto al 2000 mostra una crescita del valore aggiunto del settore primario di circa l’8,7%. Va sottolineato come il valore aggiunto in agricoltura ha fatto registrare un trend crescente negli ultimi venticinque anni (1980-2004), in particolare il tasso di incremento medio annuo, nel quinquennio 2000-2004, è risultato superiore alla media nazionale (2,2% contro 1,7%). Il settore però è strutturalmente debole in quanto la sua crescita è inferiore a quella dell’economia regionale in totale. A conferma della debolezza del settore agricolo, va sottolineato altresì come il peso del valore aggiunto agricolo sul totale prodotto dall’economia siciliana sia nettamente diminuito negli anni.

In particolare nelle aree rurali il valore aggiunto dell’agricoltura è pari al 49,8 % del complessivo.

Per quanto riguarda l’uso agricolo del suolo del Gal Terre dell’Etna e dell’Alcantara la superficie agricola utilizzata (SAU), che è di 31.766 ettari, è rappresentata prati permanenti e pascoli che occupano quasi il 52,5 %, a seguire le coltivazioni legnose agrarie (35,0% di cui il 6,6 % coltivato a vite) e infine i dai seminativi (12,3 %). Rispetto al censimento 2000 la SAU appare diminuita, era infatti pari a 30121,50 Ha. In aumento rispetto allo scorso censimento la percentuale di prati e pascoli (il 43,19 % nel 2000) a discapito delle legnose agrarie (il 46,5 % nel 2000) e dei seminativi (10,3 % nel 2000). Diminuisce anche la superfice agraria non utilizzata, che passa da 7152,86 ettari del anno 2000 a 4051 ha del censimento 2010.

Con riferimento, invece, alla struttura del tessuto aziendale agricolo il numero di aziende agricole nell’area GAL al 2010 ammonta a 5.834, e fa registrare una diminuzione del 59,2% rispetto al 2000. L’analisi della dimensione fisica mette in evidenza che il 48% delle aziende agricole (pari a 2.711 aziende) ha meno di un ettaro di SAU e occupa però soltanto il 0,19% della SAU regionale; il 38,43% ha una superficie agricola utilizzata tra 1 e 5 ettari, e occupa il 0,48 % della superficie agricola siciliana; quasi il 10% delle aziende si trova nella classe 5-20 ettari, e appena l’1,8%, pari a 105 aziende, ha un’estensione superiore ai 50 ettari. Se si analizzano i dati del censimento 2000 si nota che il numero di aziende è diminuito ma è cresciuta la loro dimensione. Nel 2000 infatti le aziende che avevano una estensione inferiore ad un ettaro erano 9452 (cioè il 66,2% del totale), mentre quelle con dimensione inferiore a 5 ettari erano 3546 (il 24,8 % del totale). Erano solo 73 le aziende con una superficie utilizzata maggiore di 50 ettari. Questo trend conferma quello regionale (6° Censimento generale dell’agricoltura in Sicilia – Risultati definitivi).

Con riferimento agli ordinamenti colturali, le aree pianeggianti, localizzate vicino alla costa, limitrofe ad insediamenti urbani, sviluppano un’agricoltura più intensiva rappresentata da produzioni frutticole, orticole, floricole e in minor misura agrumicole. Al contrario, nelle aree più interne e più montane, prevale 52 un’agricoltura estensiva, costituita principalmente da seminativi e dagli allevamenti zootecnici, che assumono, oltre a quello produttivo, un ruolo di valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche.

La consistenza degli allevamenti, rilevata da fonte ISTAT (Censimento Agricoltura 2010) mostra la presenza di 139.158 capi ubicati in unità agricole e concentrati principalmente nei Comuni di Santa Venerina, Mascali e Castiglione di Sicilia (dove sono presenti principalmente capi avicoli), Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Roccella Valdemone (ovini e caprini), Randazzo e Santa domenica Vittoria (ovini, caprini e bovini).

Il numero degli occupati nel settore agricolo è pari a 6755 unità, pari a 4,11 % degli occupati a livello regionale e in linea con i dato regionale e nazionale è in diminuzione. Tale trend denota una fragilità complessiva del settore, nel quale la struttura aziendale è prevalentemente a conduzione familiare e con un’elevata età media dei conduttori. Si evidenzia una difficoltà di ricambio generazionale: le nuove generazioni spostano i propri interessi lavorativi e le proprie aspirazioni verso settori con maggiore redditività, minore complessità nella gestione e minori rischi di impresa.

La produttività media del territorio ha subito un incremento, anche se lieve, forse collegato al calo occupazionale in agricoltura. Gli investimenti nel settore agricolo, sono anch’essi in aumento anche se ancora appare problematico l’accesso al credito, aggravato da un quadro congiunturale dell’economia e dalla crisi di alcuni comparti (orticolo, florovivaistico). In risalita i comparti del settore vitivinicolo e frutticolo (in particolare frutta a guscio)

 

Settore secondario

Nel 2011 il sistema economico del territorio del GAL si componeva di 10.895 Unità Locali, per un numero di addetti pari a 23.466; rispetto al 2001 il numero delle Unità Locali è aumentato (+5,6%) mentre la numerosità degli occupati sì è complessivamente accresciuta dell’2,3%.

Il 15,3 % del tessuto produttivo del territorio del GAL è costituito da imprese che operano nel settore delle costruzioni (assorbono il 13 % della forza lavoro); l’8,6% è costituito da imprese attive nel manifatturiero, le quali contribuiscono al 12,5% della forza lavoro del territorio. Si tratta nella maggior parte dei casi di realtà di piccole dimensioni (media di 6 addetti) che lavorano soprattutto per sub-fornitura, non essendosi sviluppato nel territorio un sistema industriale.

Le attività manifatturiere maggiormente presenti nel territorio sono rappresentate da industrie alimentari tra cui la produzione oli, prodotti da forno, lavorazione e conservazione frutta e ortaggi, industria lattierocasearia, produzione di altri prodotti alimentari. Attività di trasformazione di prodotti agricoli in genere.

Nella zona dell’areale Etna Doc sono anche rilevanti le attività industriali delle bevande, legata alla trasformazione e imbottigliamento del vino (a Santa Venerina esiste una realtà affermata di lavorazione di distillati, grappe e rosoli).

Il settore rappresentato dalle industrie alimentari non sembra subire crisi, né riduzioni di alcun tipo, anche se l’export di questi prodotti non registra trend positivo.

Nei Comuni più montani e vicini alle aree boscate sono presenti attività di “Fabbricazione di prodotti in legno, sughero, paglia” (Nicolosi, Linguaglossa, Randazzo, Trecastagni)

La presenza sul vulcano di diverse cave favorisce anche l’attività di “Taglio e modellature pietre”, e la “lavorazione di minerali non metalliferi” (Nicolosi, Giarre, Mascali, Pedara)

La “Fabbricazione carta e cartone” è localizzata in aree vicine al fiume Alcantara dove insistono numerose cartiere. In tutta l’area GAL sono frequenti attività legate alle costruzioni in genere, a quelle specializzate in particolare. Anche se il settore sembra subire una marcata flessione (anche a causa della crisi immobiliare)

 

Settore terziario

Le unità locali presenti sul territorio del GAL Terre dell’Etna e dell’Alcantara sono maggiormente rappresentate da imprese che operano nel settore del commercio che rappresentano il 64,5% (di cui all’ingrosso il 30,0%) del tessuto produttivo esistente. Tale elevato numero di imprese che esercitano l’attività del commercio non corrisponde, però, alla forza del settore, che a causa della crisi e della ridotta capacità di spesa delle famiglie e dei conti pubblici hanno portato, in linea con la media regionale e nazionale, una flessione.

All’interno del terziario un ruolo rilevante è giocato dal turismo (servizi di alloggio (alberghi, campeggi, case vacanze) e ristorazione) che impegna il 24,3 % delle unità locali presenti (pari al 11,7% della forza lavoro presente). A questi dati devono aggiungersi quelli derivati dalle attività turistiche di impostazione agricole, come gli agriturismi e turismi rurali. Naturalmente tali attività risultano maggiormente presenti nei Comuni della area costiera (Giardini Naxos, Calatabiano, Fiumefreddo, Mascali) che risentono del polo attrattivo di Taormina, quelli della valle Alcantara (Gaggi, Graniti) e quelli che ormai da anni rappresentano la porta di accesso al vulcano (Nicolosi e Zafferana).

Sul territorio sono presnti 422 strutture ricettive (di cui 82 alberrghi e 340 esercizi extra albergerghieri), per un totale di 13532 posti letto (di cui 8484 in albergo). Anche nell’area si registra da anni un incremento dei flussi turistici, caratterizzati però da ridotta permanenza (max 2 notti) sui territori del GAL terre dell’Etna e dell’Alcantara.

Insignificanti le unità locali presenti per la cura e manutenzione del paesaggio, attività artistiche, culturali e di intrattenimento.